Una notte ricca di…

Sono le 20.00, puntuale come un orologio svizzero sono sotto casa tua. Qualche minuto, eccoti, sei splendida, uno spolverino nasconde quello che c'è sotto dai miei sguardi, anche se già quei tacchi vertiginosi e quelle calze attirano le mie fantasie. Scendo dalla macchina ti apro lo sportello ed entri nella mia limousine.

Stasera sarai la mia regina e ti farò passare una notte indimenticabile. "Dove andiamo?" mi chiedi. "A cena" rispondo. "Questa sarà la tua unica ed ultima domanda che mi farai stasera" "ok...". Arriviamo, il ristorante è di quelli inavvicinabili, Un cameriere si presenta alla porta e ci guida al nostro tavolo in una sala tutta per noi. "Prego le vostre giacche" Mi sfilo il cappotto e lo passo al cameriere, tu togli lo spolverino lasciandoci senza fiato. Il tuo vestito apre a fantasie da mille ed una notte. Ci accomodiamo, chiacchieriamo sotto voce, i miei occhi sono fissi verso i tuoi anche se vorrebbero andare altrove, guardarti tutta ed assaporare visivamente il tuo corpo. Ceniamo. Il tuo sguardo è penetrante, intrigante e distaccato allo stesso tempo. Gli argomenti sono vari, ma nessuna domanda, storie di vita e racconti in prima persona. Tra una portata e l'altra, tra un movimento sensuale ed uno sguardo felino si arriva a fine cena. Assapori quel dolce, le tue labbra circondano quell'ultima ciliegina cosparsa di panna, la tira fuori per poi riprendersela e farla sparire definitivamente nella tua bocca. La cena si conclude, ci alziamo, arrivano i nostri indumenti e la limousine è già li che ci aspetta. In auto apro il frigo per un ultimo calice di champagne prima di entrare in tenuta. 

Il leggero ondulare dell'auto unito al tuo movimento delle gambe smuove lo spolverino, ed apre un orizzonte splendido. Le calze nere terminano li dove comincia la gonna, ed al confine tra i due indumenti c'è un pizzo trasparente tenuto fermo da un reggicalze piuttosto delicato. Una buca per strada smuove un po' troppo l'auto, il reggicalze sta per cedere. Te ne accorgi e lo rimetti a posto ricomponendoti. Il mio sguardo era li fermo ad osservare quella pelle, quel calore sotto il pizzo ed aumenta il mio desiderio di averti. Siamo arrivati, entriamo in casa, il camino acceso tiene già caldo un ambiente che di per se non ne ha bisogno. Avanzi, e nel mentre cammini ti sfili lo spolverino e lo lasci cadere. 

Io ti osservo, anche di spalle sai essere intrigante. Lentamente ti fermi girandoti verso di me. Mi guardi, "Ora cosa mi fai?" mi chiedi. "Niente domande. Vieni con me". Attraversiamo il salone, si passa lungo un corridoio semibuio. Lei sembra rallentare alla vista di una camera da letto. "Non qui, ci dormo solamente". Si prosegue fino in fondo al corridoio, c'è una porta che apre ad un altro piccolo corridoio e conduce ad un'altra porta. La apro, i suoi occhi sembrano brillare alla vista della stanza. Luci soffuse color blu notte con le candele che alimentano qualche zona della stanza, 

il letto... tondo, le lenzuola... di seta nera, apro un tiretto afferro un foulard, nero, largo trasparente. Mi avvicino, sono alle tue spalle, ti passo il foulard intorno al collo, sul viso alternandolo lentamente verso destra e verso sinistra. Lo faccio scivolare lentamente giù lungo il corpo fino ai fianchi per poi risalire al volto. Si ferma sui tuoi occhi, ti bendo. Ti lasci andare, sei li immobile pronta a tutto, fiduciosa e consapevole. Ti spoglio, lentamente. Il corpetto, poi la gonna. Mi gusto il tuo stare in piedi ferma vestita di solo intimo. Uno completino nero di pizzo, reggicalze e calze nere con tacco altissimo. Quella pelle che traspare fuori da quei tessuti glamour è splendida. Ti lascio li, per un po', poi ti avvicino al letto. 

Ti sdrai, ti stendi. Ti tolgo lentamente le scarpe poi salgo su sfiorando il tuo corpo e sentendo le tue vibrazioni. Avvicino le mie labbra aiutando le mani a sfiorarti. Tu senti il mio respiro sulla tua pelle che sale attraverso una gamba per raggiungere il bacino, il ventre, il seno, un braccio .... Afferro la tua mano, l'ammanetto al letto, stessa cosa per l'altra mano, per poi passare alle caviglie. Sei bloccata. Lo specchio sul letto rispecchia un corpo perfetto a croce su tessuti di seta nera. Le tue labbra non nascondono il tuo sottile e perverso piacere mordicchiandosi a vicenda. Gioco un po' con il tuo corpo. Tu sei al buio, non sai cosa ti sto per fare e quella sensazione ti fa eccitare tantissimo. Comincio a toccare la tua pelle. E' come una calamita per le mie mani. Le mie labbra toccano e baciano tutto il tuo corpo, le mani fanno capolino al seno semi coperto da un reggiseno che di li a poco cesserà di coprirti. Qualche secondo ed eccolo li, le mie mani con forza strappano quel pizzo che divide i miei occhi da quei capezzoli larghi e perfettamente tondi. Prendo un cubetto di ghiaccio li dal frigo e comincio a giocare prima con il tuo viso insistendo su quelle labbra. Tiri fuori la lingua e giochi con quel cubetto che lentamente scivola lungo il collo per passare su un capezzolo che si restringe. Ci giro intorno e ti vedo ansimare di piacere. Il ghiaccio termina la sua breve vita nel tuo perizoma passando prima per il ventre. Ti sento tutta bagnata con le mie mani tra le tue gambe, ho voglia, tanta voglia di te. Quelle gambe larghe sono un invito a nozze. Con forza strappo quel filo di perizoma che ti è rimasto addosso. Mi avvicino, con la lingua entro, in profondità. Sei un lago, ancora legata, ti muovi non riesci a stare immobile. La mia lingua alla continua ricerca del clitoride si fa sempre più decisa. Passa anche intorno alle grandi labbra per poi tornare nuovamente a far divertire il clitoride. Tu sei eccitatissima, ti trattieni dall'urlare ma vorresti tanto farlo. Mi alzo, mi spoglio continuando a guardarti, mi riavvicino e ti libero dalle manette lasciandoti il foulard agli occhi. Ti afferro per le gambe alzandoti un po' e ti infilo il mio ardore duro dentro di te. Il tuo piacere cresce e le tue urla di sesso aumentano. Ti incito a tirare fuori tutto, ad urlare, a sfogare il proprio piacere. Tu sei all'orgasmo totale. Mi fermo un attimo, ti giro mettendoti in ginocchio. Con la mano destra afferro i tuoi capelli da dietro la nuca, con forza e decisioni ti tiro la testa verso di me e te lo infilo da dietro sbattendoti in continuazione. Via quel foulard ho voglia di vedere il tuo volto saturo di piacere. Continui a godere e quel tuo viso unito a tutto il tuo corpo ed al piacere di scoparti fa godere anche me. Riesco a raggiungere il tuo volto e vederlo sporcarsi del mio seme, mentre ti vedo giocare con la lingua, che si diverte a sentire il mio membro venire. Mi accascio al tuo fianco, tu non riesci a muovere il tuo corpo, trovi a stento la forza per pulirti il viso e poi avvicinarti al mio petto abbracciandomi. Le lenzuola fresche di seta ricoprono i nostri corpi nudi ed accovacciati l'un l'altro. E' quasi mattina, è stata una notte ricca di....